The Sky, The Earth & All Between by Architects – Recensione
di Ilaria Collautti
Con The Sky, The Earth & All Between, pubblicato il 28 febbraio per Epitaph Records, gli Architects tornano a ridefinire i confini del metalcore moderno, firmando uno degli album più intensi e maturi della loro carriera.
La band britannica dimostra ancora una volta di saper evolvere il proprio sound senza però perdere la propria identità, in un equilibrio che è diventato il vero marchio di fabbrica del gruppo.
The Sky, The Earth & All Between si muove tra riff potenti, atmosfere cupe e melodie di grande impatto emotivo, che sposano alla perfezione di capacità di Sam Carter – che qui regala una delle sue interpretazioni vocali più convincenti.
La produzione di Jordan Fish (ex Bring Me The Horizon) è ormai un punto di riferimento e sinonimo di qualità nell’ambiente metalcore, capace di valorizzare sia l’aggressività delle parti più estreme sia i momenti più introspettivi.
Già dalla traccia d’apertura Elegy risulta evidente questo connubio tra voce pulita e scream, in un brano che ha comunque una base più melodica (ma non per questo meno potente) delle successive Whiplash – con il suo testo dal significato intenso e il breakdown finale che è una scarica di adrenalina – e Blackhole. Quest’ultima in particolare si è aggiudicata fin dal primo ascolto una posizione di rilievo tra le canzoni migliori dell’anno e, ovviamente, del disco.
Gli animi si calmano con Everything Ends, brano più morbido ma dalle melodie convincenti e linee vocali facili da seguire, prima di riportare alta l’energia con Brain Dead. La collaborazione con gli House Of Protection risulta in una traccia veloce e potente, una di quelle che ti trascina in un circle pit senza uscita e ti ritrovi senza fiato quando il pezzo finisce.
La successiva Evil Eyes è forse la prima traccia che non mi prende particolarmente, ma il ritornello più pop è comunque un buon intermezzo per respirare. Superiamo la metà di The Sky, The Earth & All Between con Landmines e Judgement Day, due buone filler track che però non reggono il confronto con le vere perle dell’album.
Capita a fagiolo Broken Mirror, brano decisamente più pulito che ha come punto di forza le melodie e il pathos che queste riescono a creare, fino al crescendo che culmina nella potenza del bridge. Una di quelle canzoni che ho istantaneamente aggiunto alla mia playlist “Best Of 2025” prima di proseguire.
Curse ha la sfortuna di precedere un altro dei migliori brani del disco, talmente potente da far dimenticare, infatti, cosa l’ha preceduto. Con Seeing Red, primo singolo pubblicato già alla fine del 2023, gli Architects hanno creato un vero e proprio gioiello. Ha tutto: energia, un ritornello coinvolgente, linee vocali che rimangono impresse e un ritmo incalzante dall’inizio alla fine.
In chiusura troviamo Chandelier, la canzone più lenta del disco. Il pianoforte, l’elettronica e gli strumenti che – a poco a poco – si aggiungono, creano una cornice che si adatta e avvolge la voce. I puristi del metalcore e gli affezionati alla ruvidità dei vecchi Architects probabilmente storceranno il naso, ma io l’ho trovato un buon modo per chiudere il disco e risaltare la versatilità del frontman.
In conclusione, The Sky, The Earth & All Between è un album solido, ambizioso e coerente, che conferma gli Architects come una delle realtà più rilevanti del panorama metal internazionale.
È un ottimo punto di incontro tra il passato più tecnico e aggressivo del gruppo e la loro fase più recente, caratterizzata da strutture più accessibili che rendono il disco estremamente fruibile sia dai fan storici della band, sia da chi si avvicina solo ora al metalcore.
The Sky, The Earth & All Between è moderno, potente e carico di significato, senza però rinunciare agli alti livelli di intensità e personalità degli Architects.
Gli Architects saranno in Italia per promu0vere il disco il prossimo 29 gennaio 2026, accompagnati da Landmvrks e PRESIDENT, in un’unica imperdibile data al Fabrique di Milano (info e bigllietti).
TRACKLIST DI THE SKY, THE EARTH & ALL BETWEEN – ARCHITECTS
- Elegy
- Whiplash
- Blackhole
- Everything Ends
- Brain Dead (feat. House Of Protection)
- Evil Eyes
- Landmines
- Judgement Day
- Broken Mirror
- Curse
- Seeing Red
- Chandelier
Etichetta discografica:
Epitaph Records (acquista il disco)



