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Mirror Touch by Volumes – Recensione

di Sara Giorgio

Pubblicato lo scorso 12 dicembre per Fearless Records, Mirror Touch è il nuovo album dei Volumes. Si tratta del quinto lavoro discografico del quartetto californiano, ormai al suo quindicesimo anno di attività nel panorama del progressive metalcore.

Un’evoluzione interessante quella della band, che con questa nuova creatura tra le mani rimane sì fedele al proprio passato, ma introducendo nuove idee e scelte stilistiche. Il tutto nella speranza di riaffermarsi concretamente nella scena, dopo anni di alti e bassi.

È un’apertura feroce quella di Mirror Touch, che già dai primi secondi della opener Sidewinder rende subito chiare le intenzioni della band. Primo singolo che anticipa il disco, il brano divampa in riff tutt’altro che rotondi, incorniciati da un basso persecutore e dall’inconfondibile chimica tra le voci di Barr e Terry.

Come il concetto di “contrasto” sia alla base dell’intera opera, ci pensano Bottom Dollar e Bad Habit a farcelo notare. Se la prima viene sorretta da groove corposi e affilati, incorporando alla base prog-metal influenze metriche rap e hip-hop, la seconda fa una violenta inversione verso uno scenario di tutt’altro genere.
In Bad Habits lo scream viene sostituito dall’iconico pulito di Michael Barr, accompagnato da un’audace sovrapposizione di synth e da una psichedelica struttura melodica.

L’entusiasmo cala poi con California, forse l’unico punto debole dell’album, ma viene presto recuperato grazie ad Adrenaline. Un brano dolce e magistralmente cantato, ma carico di tristezza e vulnerabilità, che scavano a fondo nel cuore emotivo dell’album. Subito dopo, l’accoppiata Stitch e S.O.A.P. attacca senza pietà e riporta a galla l’energia dinamica tipica dei Volumes, ristabilendo l’ordine originale delle cose.

Ecco che il contrasto agrodolce già citato in precedenza torna a palesarsi col trittico finale composto da Dream, Worth It e Suffer On. Laddove le prime due tendono a concentrarsi sull’atmosfera e l’introspezione, fondendo il metal a componenti R&B come da copione, il finale è lampante e opprimente. Suffer On vede infatti la collaborazione tra i Volumes ed entrambi i cantanti dei Black Sheep Wall, richiamando le ferine radici hardcore della band californiana.

Caratterizzato da un suono massiccio ma non eccessivamente lucidato, riff potenti e da una struttura ritmica solida, Mirror Touch si presenta come un tentativo di crescita e sperimentazione, bilanciando il passato dei Volumes con nuove idee e direzioni.

TRACKLIST DI MIRROR TOUCH – VOLUMES

  1. Sidewinder
  2. Bottom Dollar
  3. Bad Habit
  4. California
  5. Adrenaline
  6. Stitch
  7. S.O.A.P.
  8. Dream
  9. Worth It
  10. Suffer On (ft. Black Sheep Wall)

Etichetta discografica:
Fearless Records (acquista il disco)

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