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Halcyon Blues by Citizen – Recensione

di Sara Giorgio

Tornano i Citizen e lo fanno col nuovo attesissimo album Halcyon Blues in uscita il 7 agosto per Run For Cover Records.

Dopo un percorso lungo diciassette anni, che ha visto la band statunitense correre senza troppo sforzo rischi creativi consistenti sfidando le aspettative del pubblico, questo nuovo nato si presenta come un lavoro dinamico e determinato dal suono malinconico, ma non necessariamente triste.

Infatti, attingendo sia dall’urgenza e dalla ferocia dei primi album, sia abbracciando la leggerezza e le melodie più morbide delle opere più recenti, Halcyon Blues ribadisce con forza che la frustrazione giovanile – che caratterizzava i primi lavori dei Citizen – ha ora lasciato il posto a un approccio creativo più adulto e caleidoscopico, pur rimanendo tagliente.

In apertura, Good Fortune attacca galoppando senza mezze misure, introducendo un mix di musicalità briose e tematiche nostalgiche che vengono mantenute nel secondo brano I Can See You From Here. In entrambi i casi parliamo di due tracce alt-rock monumentali, pregne di emozioni altrettanto profonde.

Cambiando rotta verso un lato più melodico e riflessivo ci si imbatte nella title track Halcyon Blues, un brano indie-rock dalle influenze shoegaze più delicato e malinconico, che esplora il processo di distacco silente tra due individui che si trasformano gradualmente in sconosciuti. Di seguito, una più radiofonica Is It In My Brain distrae dalla continuità autobiografica del disco, prima di tornare sui propri passi con Always The Last to Leave e Either Way.

È qui che l’apice dell’opera viene raggiunto, con le due tracce migliori tra le undici proposte. La prima è riflessiva e più lenta a costruire la tensione emotiva che poi esplode, pur rimanendo delicata, nei ritornelli. La seconda invece ci accoglie avvolgendoci in un’atmosfera cupa ma famigliare, guidata da riff espressivi, diretti a unire magistralmente energia sonora e vulnerabilità emotiva.

Una sezione ritmica martellante ma inizialmente superficiale apre poi a Matador, prima che un urlo inatteso di Kerekes ne cambi completamente la direzione. Qui strutture “start and stop” si uniscono a caoticità e rintocchi elettronici, riportandoci alla mente le sonorità tipiche dei Twenty One Pilots. Sulla stessa linea si presenta Smooth Talker, evolvendosi attraverso la combinazione di ritmi intensi e grintosi con trame sonore elettroniche e dinamiche.

Chiudono l’opera il primo singolo pubblicato Highs and Lows e la cinematografica Anne, che funge da perfetto epilogo – a rappresentazione della sintesi del percorso artistico dei Citizen, rimasto comunque fedele alla loro identità nel tempo e nello spazio.

TRACKLIST DI HALCYON BLUES – CITIZEN

  1. Good Fortune
  2. I Can See You From Here
  3. Halcyon Blues
  4. Is It In My Brain
  5. Always The Last to Leave
  6. Either Way
  7. Matador
  8. Ether
  9. Smooth Talker
  10. Highs and Lows
  11. Anne

Etichetta discografica:
Run For Cover Records (acquista il disco)

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