Still There’s A Glow by Sweet Pill – Recensione
di Sara Giorgio
A quattro anni di distanza dall’album d’esordio, i riflettori tornano a posarsi sugli Sweet Pill. Il quintetto al confine tra Philadelphia e New Jersey presenta infatti il nuovo full-length Still There’s A Glow, pubblicato il 13 marzo per Hopeless Records.
Prodotto durante un travolgente periodo che ha seguito il debutto con Where The Heart Is, questo secondogenito si presenta come una testimonianza auto-riflessiva di una catartica peregrinazione depressiva lunga tredici tracce, in cui il cambiamento e la riscoperta di sé sono la destinazione finale.
L’attacco midwest-emo di Sunblind apre l’arzigogolato percorso, che viene mantenuto per quasi tre minuti tramite variopinti giri di chitarra e batterie iperattive. Lo stesso vale per Shameless, che mantiene il ritmo stabile e sostenuto, aggiungendo al pacchetto anche la voce maschile di McCall. La voce del bassista ricompare graffiante anche nel brano successivo No Control, contrapponendosi magistralmente al cantato di Zayna, ora più lento ed addolcito.
Con Glow il ritmo si placa. I lenti riff di chitarra e le lunghe note disciolgono sì la tensione, ma non lo stato di malessere alla base del testo, in cui viene descritta la sensazione – tipica della depressione – di essere bloccati al buio nella propria testa senza alcuna via d’uscita. Irrompe poi Slow Burn, diretta e senza fronzoli, i cui tempi serrati e le sonorità grezze lo trasformano in un brano grunge-gaze a tutti gli effetti.
Smoke Screen arriva invece sussurrando con un’intro riempita da un delicato riff di chitarra pulita, per poi esplodere poco dopo in un crescendo strumentale che pone fine alla prima metà del full-length.
Ecco che la vena grunge-gaze si ripresenta in What the Devil is Selling, seguita dalla dolcezza di Makes Me Sick. A contrastare questa dolcezza arriva presto Rotten, altro brano grezzo che va dritto al punto, arricchito dagli scream disperati di McCall che lasciano poco spazio all’immaginazione.
Avvicinandoci alla conclusione di Still There’s A Glow, le ultime tre tappe di questo viaggio purificatorio sono quelle decisive.
Nonostante Tough Love si presenti come la traccia più leggera e nostalgica del lavoro discografico, quello che ci arriva diretto nelle viscere è un pugno potentissimo carico di dolore e disperazione. Questo dolore verrà letteralmente trattenuto in Holding On, per poi essere liberato – in ultima battuta – con Letting Go.
Si tratta di una scelta interessante in quanto a successione di titoli. Come in ogni percorso terapeutico che si rispetti, infatti, se la situazione intermedia prima di considerarsi guariti dalla depressione è trattenere la sofferenza, il passo finale necessario per riuscire a liberarsi dai propri demoni è proprio saperli lasciare andare.
TRACKLIST DI THERE’S STILL A GLOW – SWEET PILL
- Sunblind
- Shameless
- No Control
- Glow
- Slow Burn
- Smoke Screen
- What the Devil is Selling
- Makes Me Sick
- Rotten
- Jinx
- Tough Love
- Holding On
- Letting Go
Etichetta discografica:
Hopeless Records (acquista il disco)
Vi ricordiamo che gli Sweet Pill saranno in Italia come parte della cornice dello Slam Dunk Festival, assieme a Knocked Loose, Paleface Swiss, Gorilla Biscuits, Stand Atlantic, Hawthorne Heights, Static Dress e Holywtr. Il festival si svolgerà il 1 giugno 2026 al Circolo Magnolia di Milano. Qui sono disponibili i biglietti.



