motionblur by Split Chain – Recensione
di Sara Giorgio
Disponibile su tutte le piattaforme digitali dallo scorso 11 luglio per Epitaph Records, motionblur è l’album d’esordio degli inglesi Split Chain, promettente band nu-gaze da Bristol.
A descrivere il disco ci pensa il bassista Tom Davies, considerandolo tanto una storia di formazione quanto un inno all’adolescenza dei componenti. motionblur è infatti un’ode ai sentimenti di angoscia e isolamento che tante anime affrontano crescendo, con menzione d’onore agli stili di vita, alla musica e alla cultura pop che hanno plasmato la band, permettendo di dar forma alla propria identità.
Under The Wire ci introduce prepotentemente all’album: veloci riff nu-metal in pieno stile late ’90s, che si scontrano con la voce del frontman, passando dai cupi sussurri dell’intro ai potenti scream, il tutto lucidato da una certosina produzione moderna.
Il viaggio prosegue con i singoli anticipatori dell’opera bored. tired. torn., I’m Not Dying To Be Here e who am i? dove, con l’ausilio di Rookie ad amalgamare il tutto, ci si riavvicina alle radici shoegaze degli Split Chain.
Il racconto di motionblur avviene con approcci alternativi e contrapposti: in alcune tracce il mix mantiene bassa la voce, lasciando che siano gli strati di rumore distorto a prevalere. In altre circostanze è invece la voce di Martinez-Cowles a spiccare sulle basi di percussioni trascinanti e le chitarre intricatamente impilate.
Laddove il pubblico potrebbe riscontrare difficoltà nel tenere il passo con The Space In Between, prontamente sopraggiunge Headway con un orecchiabile riff grunge. Un brano alternative rock che non farà resistere alla tentazione di scuotere la testa nemmeno il più burbero dei fan hardcore.
Infine ci pensa my mistake… a chiudere il disco in direzione dell’emo più sofferto. Oltre cinque minuti di traccia divisa in due parti in cui, dopo un’intro dove si fatica a trattenere le lacrime, il picco strumentale della seconda metà risulta emotivamente straziante.
Complessivamente, con un totale di undici tracce e una durata relativamente breve, motionblur riesce ad amalgamare molteplici suoni ed influenze, senza risultare ripetitivo o derivativo. L’album di debutto degli Split Chain è quindi una stratificazione di texture shoegaze con esplosioni di energia nu-metal, condite da una buona dose di classica malinconia emo-riferita.
TRACKLIST DI MOTIONBLUR – SPLIT CHAIN
- Under The Wire
- bored. tired. torn.
- I’m Not Dying To Be Here
- Rookie
- who am i?
- SPIT
- greyintheblue
- The Space In Between
- Subside
- Headway
- my mistake…
Etichetta discografica:
Epitaph Records (acquista il disco)
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