WIRED by Basement – Recensione
di Sara Giorgio
Non ci credevamo più e quasi avevamo perso le speranze ma, dopo otto anni, i Basement tornano a stravolgerci l’esistenza con WIRED, il loro quinto full-length disponibile da venerdì 8 maggio. Questo nuovo nato rappresenta un punto di svolta per la band inglese che – riunitasi con l’etichetta Run For Cover Records – ridefinisce l’intento di tornare a fare musica con l’ardore implacabile e l’intuito artistico che l’hanno sempre contraddistinta.
L’intento della band nella creazione di WIRED era chiara fin dal principio. In seguito alla decisione di distaccarsi dalle grandi etichette, il loro quintogenito avrebbe dovuto essere la loro dichiarazione artistica più decisiva.
Dopo aver trascorso anni a scrivere ed elaborare le dodici tracce di cui l’album è composto e senza perdere una virgola degli elementi caratterizzanti il loro sound inconfondibile, WIRED è il lavoro più intraprendente e originale che i Basement abbiano mai concepito.
Si tratta sempre di un insieme di chitarre corrosive, ritornelli incalzanti e testi emotivamente potenti, ma questa volta in chiave più sperimentale. Un’audace sterzata musicale che il pubblico potrà amare alla follia o odiare con ogni cellula del proprio corpo, ma senza farla passare inosservata.
Time Waster apre le danze con un’intro che impiega davvero poco a definire l’andamento dell’intero brano. Veloce, pungente e grezza al punto giusto, la prima traccia rievoca magistralmente le malinconiche vibe grunge anni ’90 che riporteranno molti Millennials sul viale dei ricordi. A potenziare il tutto, il primo breakdown del disco: iconico, massiccio e in grado di farci a brandelli le viscere già dopo soli 2 minuti dall’inizio del viaggio.
In seconda e quarta posizione, i singoli di lancio WIRED e Broken By Design fanno da monito alla polivalenza dell’intero full-length. Laddove la title track è caratterizzata da riff marcati, batterie ossessive e un ritornello dirompente che mette sotto i riflettori la voce di Fisher, il secondo singolo si presenta con indole opposta. Oscura, leggera, e trascinata da un basso più egocentrico del solito, Broken By Design aggiunge al pacchetto anche un riff stridente in pieno stile Brand New.
Ci pensa poi Deadweight a rievocare nuovamente le sonorità degli anni ’90. L’andamento è instabile, inizialmente più sostenuto e poi precipitoso nei tempi tra un verso e l’altro: una perfetta rappresentazione sonora del “peso morto” citato nel titolo.
Con Embrace viene raggiunto uno dei punti più alti del disco. La sua è testimonianza cupa, sofferta e irrimediabile di un amore perso e mai più recuperato, in cui sia il testo che l’esplosione strumentale a metà traccia spezzano cuore e costole.
Seguono poi la poliedrica Sever e i variopinti suoni di The Way I Feel e Satisfy, che lasciano presto spazio a un altro singolo introduttivo alla sperimentalità disco: Head Alight. Una sorta di ballad elettrica farcita con chitarre sognanti e un basso oscuro e corposo, che insieme al cambio di registro della voce rendono il brano etereo e penetrante.
L’acustica e spensierata Longshot ci prende poi per mano e ci porta a fare una piacevole passeggiata sotto il caldo sole estivo, prima di accompagnarci verso il suo tramonto metaforico in Summer’s End. Ecco che l’estate finisce, e con lei anche questo incredibile nuovo viaggio caleidoscopico offertoci dai Basement.
I Basement hanno iniziato a presentare WIRED in giro per il mondo già dal mese scorso, ma noi avremo l’onore di sentirlo live in Italia il prossimo 23 giugno sul palco dei Magazzini Generali di Milano. Mancare non sarà un’opzione valutabile!
TRACKLIST DI WIRED – BASEMENT
- Time Waster
- WIRED
- Deadweight
- Broken By Design
- Pick Up The Pieces
- Embrace
- Sever
- The Way I Feel
- Satisfy
- Head Alight
- Longshot
- Summer’s End
Etichetta discografica:
Run For Cover Records (acquista il disco)



